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mercoledì, 11 luglio 2007

la seconda volta di Giordano Bruno

A me i libri piacciono perché sono decorativi e trovo che nulla meglio di tante file di volumi arredi la stanza in modo egregio. Non sono affatto d'accordo che valga la pena di leggerli - io di certo non li leggo - e in ogni modo il mio criterio d'acquisto è sempre stato dettato da utilità pratiche o estetiche e per nulla culturali. Un giorno ricevetti in regalo Fuoco pallido di Nabokov

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e per timore che combinasse dei disastri nella libreria, perché, quantunque pallido, sempre di fuoco si tratta (e fuoco che poggia sul legno) lo affiancai immediatamente con Avventure al Polo di Salgari in modo da riequilibrare la temperatura e impedire che accadesse qualcosa di spiacevole.

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Di solito chi mi conosce sa che nessuno deve toccare la libreria, ma ieri mentre ero fuori venne in visita la mia adorata nipotina Serena chiedendomi se poteva guardare alcuni libri di Salgari. Proprio in quel momento ricevetti una telefonata che mi occupò per parecchio tempo, sino a quando non sentii un odore di bruciato seguito dalle urla della mia nipotina.

La libreria stava andando a fuoco per autocombustione: Serena aveva maneggiato così tanti libri che non si era accorta, nel riporli, di avere dato vita a una combinazione assolutamente letale.

Per fortuna, come si vedrà, l'incendio non si estese troppo e riuscii a salvare la libreria senza poter impedire, disgraziatamente, l'ennesimo sacrificio di Giordano Bruno.

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[I vigili del fuoco sono di   Blogger: SENZAQUALITA   Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente   SENZAQUALITA]

[La penultima foto che ha dato origine all'incidente è, ovviamente, ritoccata al computer e virtuale]

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categorie: librellule, gabryella senzaqualità
mercoledì, 27 giugno 2007

libri letti

 

 

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Ronf... ronf...

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Dica 33!

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Ora dica 445!

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Lei è sano come un pesce, Molière!

 


 

 

 

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Mi faccia vedere la lingua.

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Come sto, dottore?

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Lei sta Migliorini, molto Migliorini!

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[Dal romanzo Doppio sogno di Schnitzler, Stanley Kubrick ha realizzato il film La capanna dello zio Tom Cruise]

 



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beh, visto che sembrano tutti in ottima salute, al risveglio lasciamoli giocare (il girotondo è un classico)

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venerdì, 15 giugno 2007

donna Chisciada

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"Vostra Signoria, - disse Sancio "che cosa è successo? Niente più barba e baffi, capelli lunghi, ma un volto glabro e gentile... voi siete..."

"Una donna, Sancio, una donna. Gli incantatori e i maghi hanno smesso il sortilegio che mi faceva apparire al mondo con le fattezze di un uomo sui cinquanta anni: robusto, segaligno, di viso asciutto. Eppure, nel primo capitolo è scritto chiaramente che io mi chiamavo Chisciada e che presi il nome di Don Chisciotte dopo aver chiamato Ronzinante il mio cavallo. E io stessa, pur sapendo chi ero, non potevo agire altrimenti. Una donna, Sancio..."

"Ma avreste dovuto dirmelo, Vostra Signoria: se mia moglie sapesse che sono lo scudiero di una donna... Non permetterebbe di certo che io trascorra l'esistenza con voi, le notti insieme..."

"Non potevo fare diversamente, testa di rapa. Nel momento in cui cercavo di rivelare la mia identità, ecco che la mia bocca diceva altro, costretta dagli incantatori e dai maghi a rivelarmi come un uomo."

"Come Maria Strofa?" chiese Sancio.

"Come chi?"

"No, lasci stare Vostra Signoria. Devo avere subìto anch'io il sortilegio di un incantatore perché volevo dire una cosa e mi è uscita una domanda che non avevo nemmeno pensato. Io non so nemmeno chi sia questa Maria Strofa."

"Sarà la serva di un mago, caro amico Sancio: costei lo avrà pregato di accomunare il suo nome al mio in un delirio di megalomania: poiché io diventerò la creatura più immortale fra tutte quelle di cui sarà scritto e apparire accanto a me anche soltanto per errore... Ma chi può dire ciò che accadrà?

Non so quanto gli incantatori mi lasceranno queste mie fattezze. Sono convinta che riprenderò fra poco le sembianze di un uomo, che tu dimenticherai questo episodio e che la persona incaricata di scrivere le nostre gesta non ne farà mai menzione. Ma finché posso parlare, soltanto per il desiderio di dire la verità, senza alcuna aspettativa che essa trionfi...

Io sapevo che erano mulini, Sancio, ho sempre saputo ogni cosa: sapevo ma ero costretta ad agire perché la mia volontà era posseduta. Non c'è bisogno di essere donna Chisciada per sperimentare questo: in ogni storia d'amore è presente la duplicità di cui ti sto parlando. Già mettere al mondo un figlio pare a me l'impresa più donchisciottesca che ci sia: ma gli incantatori al servizio della Natura infiammano i corpi di tanto desiderio che la conoscenza biblica diventa cosa assai vagheggiata.

Se non fossimo vittime di incantamento, zimbelli dei maghi, Sancio, dimmi tu come si potrebbe prendere in mano quell'orrido pisello che ora si indurisce, ora si affloscia, quella biscia fetente che al culmine dell'eccitazione ci sputa in faccia o nella pancia gocce vischiose di latte salato. E, eziandio, lasciare che ci venga infilato dentro...

Non c'è donna che, con il tempo, non finisca con il vedere uno scarrafone nel figlio che ha dato alla luce e un gorilla idiota nell'uomo che le dorme accanto. Rutti, scoregge, tradimenti, mugugni, partite di calcio: trovamene una che non dica eppure lo amo, oh com'è dolce invecchiare insieme, certo, come no, dare la lingua in bocca e sentire la dentiera che traballa, dedicare tutta la vita a una persona per l'incantamento dell'abitudine.

E deve trattarsi davvero di incantamento, se consideri che ogni altro uomo appare desiderabile in un primo momento, come tutti, per poi rivelarsi il medesimo gorilla idiota. Oh, ben lo sapeva Madame Bovary..."

"Chi è Madame Bovary, Vostra Signoria?"

"Madame Bovary c'est moi, Sancio. Vedo nel futuro e so che ci sarà costei a dire di me ciò che non ho potuto dire io per colpa degli incantatori. Tutti gli uomini sono Charles Bovary, grossolani, hanno i peli lunghi nelle orecchie, sono disgustosi, dispotici, ma tutti gli altri non sono da meno... Siamo costrette a innamorarci, Sancio, ad amare e a convincerci che l'amore salverà il mondo. Ma l'amore è il fisico... e tutto il resto sono soltanto scherzetti idioti, dirà Leautaud. I maghi, la Natura, ci obbligano ad amare e finché amiamo difendiamo la nostra scelta con gli incantamenti della ragione..."

"Gli incantamenti della ragione?"

"Sì, Sancio, non c'è incantesimo più orribile di quello a cui si dà il nome di ragione. Una facoltà che non serve altro che a giustificare i nostri obblighi, a cospargere di un velo di zucchero la merda della nostra esistenza, a guarnire di libera meraviglia l'automatismo della vita, l'incantamento che ci obbliga a occuparsi di esistenze altrui. E poi... l'abitudine, l'abitudine... il più grande incantamento che ci sia. Ma questo credo che lo dirà Proust. In amore, nel cosiddetto amore, l'abitudine è il sortilegio più abbietto e feroce.

Che cosa vuoi che sia, Sancio, scambiare i mulini per giganti? I burattini per soldati moreschi? Un gregge di pecore per un esercito? Che cosa vuoi che sia? Mettere al mondo un essere umano e poi curarne un altro... nulla più di questo. Nulla più di questo... Come mi pesa l'elmo di Mambrino..."

"Vostra Signoria, mi pareva che voi foste una donna poco fa ma vedo che siete il Don Chisciotte che conoscevo."

"Che stupidate vai dicendo, Sancio? Andiamo... in cerca di nuove avventure..."

[L'immagine iniziale di Donna Chisciada è mia. L'ho elaborata io con un programma di ritocco grafico.]

   Blogger: SENZAQUALITA "Come hai detto, scusa?"

   Blogger: MariaStrofa "Gabryella: volevo dire che era tua ma per colpa di un incantatore, che mi ha fatto un sortilegio, ho scritto che era mia."

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postato da: MariaStrofa alle ore 01:10 | link |
categorie: cervantite, gabryella senzaqualità
domenica, 03 giugno 2007

l'ira di Calpurnia

 

Postilla al post precedente le ragnatelle:  se Carmelo Bene era apparso alla Madonna, lefty333boy va oltre e appare a sé stesso come la Madonna di Civitavecchia. E piange sangue!

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[Calpurnia Salgari in una fotografia di SENZAQUALITA]

Se l’etimologia rappresentava la fonte di indagine principale nella professione dell’ispettore Gabriello, questa disciplina lo ostacolava però nella vita privata provocandogli una serie di piccole e grandi nevrosi che turbavano lui, personalmente, e chi gli stava vicino.

Il vero motivo per cui Gabriello non si decideva a sposare Calpurnia Salgàri era rappresentato dal fatto che non poteva pensare all’anello senza un moto di disgusto.

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"Anello" rimuginava Gabriello" deriva da ano che in latino significa cerchio. L’idea di sposarsi e di infilare l’anello nell’anulare (di infilare cioè un culetto nel dito culare) gli sembrava così sconveniente che trovava sempre una scusa per rimandare la cerimonia. "Sposarsi" aggiungeva "è davvero come mettersi un dito su per il culo."

Anche chiamare fede l’anello non era una gran soluzione, visto che l’ispettore Gabriello era profondamente anticlericale: pur adorando il cappuccino, non riusciva mai a ordinarlo, al bar, senza farsi venire in mente il saio dei cappuccini il cui colore dava il nome alla bevanda; sicché finiva sempre per prendere un latte macchiato.

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Una grande lite tra Calpurnia e Gabriello ci fu il giorno che l’ispettore murò l’abbaino dell’appartamento di Calpurnia con la scusa che lui non voleva abatini in casa a controllare i suoi movimenti.

Gabriello portava soltanto blue-jeans perché non riusciva mai a comprare un paio di pantaloni in un negozio. Dicendo pantaloni si sarebbe sentito un buffone: visto che il termine pantalone non è altro che il nome della maschera veneziana che li indossava.

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Ma quando Gabriello apprese che i blue-jeans si chiamano così perché sono la trascrizione inglese della parola bleu Gênes (fustagno azzurro fabbricato a Genova), lui, che era un simpatizzante della Sampdoria, smise di portarli e non era infrequente che andasse al lavoro con le brache del pigiama.

 

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Quel che non accadde il giorno in cui Gabriello si rese conto che il pigiama è una parola di derivazione araba (pae jamma significa in arabo veste da gamba); per timore di essere scambiato per un simpatizzante di Bin Laden (erano crollate le Twin Towers da una settimana), l'ispettore girava per casa soltanto con un paio di slip; i boxer (boxer shorts: calzoncini da pugile) li detestava perché era contrario al pugilato.

Ancora più difficile, a causa dell’etimologia, era la convivenza con Calpurnia che soffriva di leggere eruzioni cutanee. Quando Gabriello vedeva un foruncolo sul viso di Calpurnia sentiva l’impulso irresistibile di arrestarlo, mettergli le manette e condurlo in carcere; finché perdurava il foruncolo, Gabriello si rifiutava di baciare Calpurnia per non sentirsi connivente con un malfattore; e la situazione non migliorava nemmeno se Calpurnia gli diceva "ho l’acne".

"Acne" osservava Gabriello "è una parola entrata clandestinamente nel linguaggio italiano. Si tratta di un’errata trascrizione della parola acme. Una parola intrusa, fuorilegge, che non ha il visto per rimanere."

"Gabriello" gli disse un giorno Calpurnia, perdendo la pazienza per le troppe nevrosi di Gabriello "ti restano due soluzioni: o vai da un ferramenta o ascolti tutti i dischi di Miles Davis".

"Che significa?" domandò Gabriello. "Ferramenta? Miles Davis."

"Che vai dal ferramenta per le seghe e ascolti Miles Davis per quando hai voglia di trombate. Con me, Gabriello, hai chiuso."

[Per foruncolo e abbaino vedi qui e qui]

postato da: MariaStrofa alle ore 20:34 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
martedì, 29 maggio 2007

il serial killer degli inchiostri

 

 

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IL SERIAL KILLER DEGLI INCHIOSTRI

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[Il diciassettesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto cartolai.

"L’assassino" riferì Triburzi "ha immobilizzato le vittime, e poi le ha costrette a bere inchiostro di china finché non sono scoppiate."

"Triburzi, legga qui ad alta voce" disse Gabriello mostrandogli lo schermo del computer.

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"Mèid in Ciàina" disse Triburzi.

"Vabbè, la pronuncia può andare... E ora legga, qui!"

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"La china. Tecniche ad inchiostro."

"Triburzi ora mi spieghi perché lei la prima volta ha letto ciàina."

"Perché è inglese" rispose Triburzi.

"Bene. In tal caso, però, non capisco perché lei, in seguito, abbia letto china. O lo legge in italiano o lo legge in portoghese."

"Non capisco" fece Triburzi.

"L’inchiostro di china si chiama così perché è un inchiostro che proviene dalla Cina, ma la pronuncia italiana china la si deve a un’errata lettura che si è fatta della parola portoghese China: volendo leggerlo nella sua lingua d’origine, si sarebbe dovuto dire inchiostro di scina, così come lei in inglese dice ciàina.

Ora, Triburzi, o lei dice inchiostro di scina o dice inchiostro di Cina. Che ciazzècca non dirlo né in italiano né in portoghese? Che mostro è questa parola china? Che straminchia mi significa? Fa andare fuori dai gangheri me, si figuri un portoghese.

"E dunque?" chiese Triburzi.

"L’assassino è un portoghese incazzato che si è stufato di sentire dire inchiostro di china e ha fatto fuori i cartolai. Se si dice mèid in ciàina, ha ragionato il portoghese, perché discriminare il mio popolo e leggere china invece di scina?"

"Minchia, capo, che analisi" disse Triburzi.

"Arresti tutti i portoghesi di Cesenatico" disse l'ispettore Gabriello.

Un mese dopo l’ultimo omicidio, si costituì l’assassino.

"Mi chiamo Rolando Persefoni. Ho ucciso io gli otto cartolai perché non mi volevano regalare il biglietto per la rappresentazione scolastica di fine anno di mia nipote Adelma. Io penso che tutti i parenti abbiano diritto a entrare gratis, specialmente se, come nel mio caso non possono permettersi il biglietto. Mia nipote Adelma recita splendidamente la parte che le è stata assegnata. Entra in scena solo una volta per dire Il pranzo è servito. Ma che pathos, che recitazione..."

"E perché si è costituito?" chiese Triburzi. "Noi cercavamo portoghesi."

"La prossima settimana lo spettacolo di mia nipote è rappresentato nelle carceri e io stavolta non voglio mancarvi per nulla al mondo; visto che sono un serial killer ne ho diritto!" rispose Persefoni.

"Che cosa le dicevo, Triburzi?" esultò Gabriello "L’assassino è un portoghese, uno di quegli individui che vogliono assistere alle rappresentazioni senza pagare. Il portoghese si chiama così perché nel secolo XVIII l’ambasciatore del Portogallo a Roma organizzò una grande festa per i suoi connazionali affittando il teatro Argentina: all’ingresso era sufficiente dire di essere portoghese per entrare gratis. La mia intuizione etimologica non ha fallito nemmeno stavolta. Un portoghese avevo detto, e un portoghese è."

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"Non ho ancora capito una cosa" chiese Triburzi all’assassino, infastidito dall’entusiasmo di Gabriello. "Perché usare l’inchiostro per uccidere le vittime?"

"Lo spettacolo in cui recita mia nipote si chiama Su una brutta china rispose il portoghese. "Visto che non volevano regalarmi il biglietto, gliel’ho data io la brutta china a quei bastardi dei cartolai."

"Si dice scina oppure cina" commentò sarcasticamente Triburzi allargando le braccia (fosse per un gesto di disappunto o per disegnare nell’aria la circonferenza del culo dell’ispettore), mentre Gabriello si avviava gongolante alla conferenza stampa annunciando la cattura del portoghese...

 

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[Calpurnia Salgàri fotografata da SENZAQUALITA]

 

gif 1 e 3 di  Blogger:   L0STANGEL 

postato da: MariaStrofa alle ore 09:00 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
sabato, 26 maggio 2007

oggetti d'affe(tta)zione di (wo)man ray(ban)

 Blogger:  L0STANGEL

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Immagini e didascalie di gabryella [SENZAQUALITA]

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re-volver

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Strumento atto a produrre un'istantanea e radicale r/evoluzione della
propria condizione di vita - la sua peculiarità risiede nella canna
curva: consente a chi aspirasse all'auto-estinzione, ma in modalità
blanda, l'opzione d'una revoca decisionale.
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Interessante soluzione per far passare un cammello dalla cruna d'un ago:
a) ci si procuri un ago di dimensioni acconce
b) si prenda un cammello che abbia manifestato la bizzarra
determinazione di transitare oltre la cruna d'un ago
c) si depili completamente l'animale
d) si affusoli il pelo fino a ridurlo un filo
e) si frullino le rimanenti parti del quadrupede fino a ricavarne una
soluzione cremosa
f) s'imbeva il filo con la soluzione ottenuta dagli scarti dell'ex cammello
g) infine, si proceda al passaggio del filo attraverso la cruna.

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dal catalogo Carelman (3)
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"tête-à-tête"
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tavolo da ristorante e/o bar
modello agevolato per coppie romantiche
disponibile anche in versione tri- quadriposto (in caso di presenza contemporanea di più partner)
 
opzionale: carrello portavivande pensile
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Pianoforte a coda intitolato desublimazione
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aggiornamento del catalogo Carelman (2)
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viola da gamba
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con o senza corde, supporto imprescindibile per gli appassionati praticanti di "musica da tavola barocca " (in catalogo anche una variante nana, detta "viola da piede") - accessoriata con archetto a sega (pieghevole)
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scarpa

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cravatta segnaletica

 

 

 

 

 

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sobrio e raffinato accessorio in seta, indispensabile per sottolineare il punto vita (qualora non s'avesse altro di notevole da sottolineare)

- disponibile anche in delicate nuances fluorescenti

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Nell'uso contingente, l'attrezzo può indurre un'intima e sofferta
demotivazione al godimento di contiguità promiscue con il proprio o
l'altrui partner - particolarmente consigliato l'uso permanente a
coppie di credenti, in crisi di coscienza.

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cavabottiglie per turaccioli

 

 

 

 

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autotem

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rappresentazione di divinità pagana: oggetto di culto e venerazione tribale cui gli adepti tributano onori e, periodicamente, sacrifici d'entità variabile in base al numero di animali fantastici (il nome arcaico è "cavalli fiscali") che ne determinano la potenza.

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pro-prosit

bibicchiere da vino a base basculante (brevetto) 

- per coppie pigre

 

 

 

 

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postato da: MariaStrofa alle ore 18:47 | link |
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mercoledì, 16 maggio 2007

orologica

 

Per la serie separati alla nascita, in regalo tre orologi SENZAQUALITA a chi indovinerà il nick della foto nr 2.

[Quiz già risolto]

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Blogger:   La mia homepage: http://lefty333boy.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente   lefty333boy

[Vince i tre orologi Lefty333boy che mi ha comunicato in PVT di essere proprio lui nella foto 2]

 

 

Nella prestigiosa collezione orologica SENZAQUALITA di Gabryella Blogger: SENZAQUALITA (così chiamata la collezione, non gabryella, perché gli orologi hanno una loro logica) il primo modello, imperdibile, si chiama appunto imperdibile.

L'orologio indica che ora era un'ora prima!

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Ecco adesso un modello molto adatto agli internettuali: il modello orologin:

ove la consultazione dell’ora è soggetta a preventiva e riservata procedura d’accesso.

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Molto apprezzabile per la sua veste grafica e pro-grafica, l'olorologio orologo: modello con sponsor a tutte l'ore - a richiesta, è possibile inserire piccoli annunci ai minuti - opzionale: 24ore di jingle (al posto del tic-tac)

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Proseguiamo con il modello orolost: orologio a lancette multiple - consente 4 diverse letture dell'ora, a piacere - ideale per pressappochisti e perditempo 

 

 

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Un altro prezioso modello è l' oromogio: modello "collassato" della linea oroplagio - ideale per dadaisti dal temperamento fragile, melanconico e maniacodepressivo - disponibile anche nella versione "a lacrima", liquefattibile in concordanza con le fasi d'abbacchiamento umorale.

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Un modello rarissimo è l'orològoro (fine serie): modello il categorico, a monolancetta fissa (stabilizzata sull'ora di finirla)

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Un prezzo famosissimo della collezione è l'ovologio:

stvumento con cui è possibile misuvave (con una cevta appvossimazione, s'intende) l’ova.

 

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Per gli amanti delle sensazioni forti, si consiglia l' orrorogio:

imperdibile modello della linea "la cosa", in oro e smalto escrementato (a richiesta, è possibile personalizzarne la nuance) - particolarmente consigliato a collezionisti di cose destinate a capovolgimenti immanenti (cfr. baudrillard), deperibili e/o vocate all'estinzione

 

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Molto raffinato, l'oroloco:

modello "circa" della linea mahboh - particolarmente indicato per amanti della divina vaghezza e cultori dell'approssimazione spazio-temporale
disponibile anche con lancette trasparenti (o ton-sur-ton)
 
 
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p.s. si noti il nome dell'orologo: donquuote con le le sanciolanzette! [NdM = Nota di me o di Maria]
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Ecco ora il modello rondeau:
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in questa lingua nuda e in nessun luogo se non qui ti vorrei, altalenante sopra alle parole / buffe parole e tante ti direi, ché tutto attorno a noi monta tempesta e io e te mare fermo, sebbene in nessun luogo se non questo - solo qui parlerei, mio navigante, in questa lingua nuda e in nessun luogo
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[nell'immagine (un dono ricevuto) l'orondeau.]
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Il mio pezzo preferito è il norologio (nonvedolora): modello notevolmente sobrio della collezione rien de rien - senza quadrante, del tutto privo della meccanica, non segna le ore - non ha cassa, né lancette - funziona sempre - non si ferma mai - si porta su tutto - costa un nulla

 

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E per finire la collezione dei dodici, il modello orolozac: modello "drastico", della collezione lospaccone: spacca il secondo, e anche il primo - se molto, molto (troppo) caricato, spacca tutto.

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.Gabryella Blogger: SENZAQUALITA

http://senzaqualita.splinder.com/


 


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[Detto anche Neurologio!]
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 [Sua anche la gif che apre il post]


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categorie: gabryella senzaqualità
venerdì, 11 maggio 2007

l'amore per Sandra

 

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Di solito parlo io a nome di tutti e tre i volumi. Siamo... sono nato nel 1926 da mamma UTET.

Non è mia intenzione rivendicare la bellezza di ciò che rappresento, protestare contro la dittatura scolastica dell'Ariosto, né, tantomeno, pavoneggiarmi ricordando le parole di Cervantes che mi disse famoso... Pare che l'Orlando sia soltanto furioso... e non sia più altro. Eppure il cavalliero si innamorò prima di infuriarsi ma... I professori... I critici...

Nemmeno il libro del grande Alfredo Panzini scritto in mia lode... chi lo ricorda più?

Ho ottantun anno... Chiamatemi Ismaele... o Massimiliano se vi pare un nome più attuale.

Innamorato lo sono stato anch'io prima di capire che verso gli uomini e le donne (noi siamo bisessuali) va mantenuta una salvifica freddezza... Troppi ne ho visti morire che mi avevano accarezzato... Tanti che ci guardavano con occhi infossati prima dell'ultimo respiro... vedere morire lui o lei e chiedersi che sarebbe stato di noi...

A volte gli eredi hanno per i libri lo stesso amore; più spesso, se non diventiamo immondizia, ci vendono all'ammasso prima che un nuovo padrone ci richiami.

Trent'anni fa. Lei si chiamava Sandra. Mi ebbe ancora intonso. Ricordo le sue mani mentre mi tagliava le pagine, mani così belle: di alabastro, e le vene azzurrine sul dorso.

Mi tagliava con un amore che non ho più ritrovato (il primo tagliatore non si scorda mai) e Sandra... tutte le notti passate assieme quando si addormentava lasciandomi cadere sulla coperta o le lenzuola - e che sforzi, a volte per restare sdraiato sul letto e non darle il dolore di un'ammaccatura - si diventa equilibristi per amore.

Sandra... dieci anni di grande passione. Mi rilesse tre volte e spesso mi accarezzava con le sue mani di alabastro, sento ancora i brividi... il contatto delle dita sulla costa, i baci che le davo quando lei affondava le gote nel libro aperto per farsi accarezzare e sentire il mio profumo...

Seppi dai parenti che era morta in un incidente stradale, e... non ho mai amato così tanto. Non ho mai amato così tanto... Ci eravamo lasciati la sera prima, al canto quindicesimo, e non la rividi più... Nemmeno lo strazio di una lunga agonia che pure rende capaci di abituare al dolore... Sandra era tutto e subito non fu più nulla.

Oh, anche ora mi trattano bene; ho un posto di tutto riguardo sulla libreria, sono spesso accarezzato sfogliato... Ma non riesco, non devo affezionarmi, non più, è così triste tutto... perdere chi ti ama... e lo sguardo di chi ti possiede quando sa che dovrà lasciarti un giorno...

Scusate, si è fatto tardi. Chiamatemi Ismaele, Massimiliano, o anche Orlando innamorato perché innamorato io lo sono stato davvero.

 


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[Immagine di SENZAQUALITA]

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mercoledì, 09 maggio 2007

pizza alla palombaro

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IL SERIAL KILLER DEGLI ETIMI INCERTI

[Il quattordicesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto palombari.
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“Triburzi,” disse Gabriello “non ci sono più i killer di una volta. Adesso i killer si mettono a far fuori soggetti dall’etimo incerto. Ma che sistema è mai questo, dico io?”
 
“E’ un mondo difficile” sospirò Triburzi frustrando il suo grande desiderio di mandare affanculo l’ispettore Gabriello.
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‘Stai a vedere' pensò Triburzi ‘che i killer, prima di uccidere, devono consultare il dizionario di etimologia per facilitare quell’imbecille del mio capo.'
 
Triburzi però si sbagliava.

Dopo un mese arrivò una lettera anonima.
 
Gabriello, e ora? Che cosa farai? Hai intenzione di arrestare tutta la popolazione mondiale, visto che l’etimo di palombaro non ti soccorre?
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Alcuni dicono che palombaro derivi dal latino palumbarius che significa sparviero (dall'immagine di chi si precipita o si immerge per raggiungere la preda), altri lo fanno derivare da paloma (gomena) che è un cavo di ormeggio della nave, e altri ancora dicono derivi da colombaro, dal greco kolymbetès che significa tuffatore...
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Io sono sempre stato un uomo pacifico Gabriello, ma ora mi sono trasformato in un serial killer perché con la tua fortuna mi hai rotto i coglioni alla grande. Ho comprato un dizionario di etimologia e un po’ per volta ucciderò tutti coloro il cui etimo è indefinito. Voglio vedere come farai, culattone! Ti manderanno a dirigere il traffico, Gabriello.
 
Il serial killer degli etimi incerti.
 
La lettera fu mandata anche a Repubblica e al Corriere della Sera, mettendo in grande imbarazzo Gabriello e tutto il suo staff. Il testo, considerata la popolarità mondiale di Gabriello, fu ripreso in prima pagina dal New York Times, dal Washington Post e dalla Gazzetta di Brianza.*
 
Un mese dopo i palombari, furono uccisi otto pizzaioli.
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E un mese dopo l’ultimo omicidio, arrivò la seconda lettera anonima.
 
Gabriello, vatti a mangiare un pizza da coloro che ho risparmiato. Ecco, guarda, accludo alla lettera una banconota da 50 euro e pago io per te e Triburzi. L’etimo di pizza è incerto, Gabriello. Mangia la pizza e attaccati al tram anche stavolta. Finita la pizza, vai a scopare quella cozza della tua fidanzata Calpurnia. E sposala, che è ora, imbecille.
 
Il killer degli etimi incerti.
 
Anche questa lettera fu spedita in copia ai maggiori quotidiani nazionali: ma senza i 50 euro dell’originale, ovviamente.
 
“Triburzi, il killer ha preso un dizionario di quarta categoria, perché secondo il DELI l’etimologia di pizza non è più incerta. Deriva dall’antico alto tedesco bÄ­zzopÄ­zzo documentato nelle accezioni di morso, boccone, pezzo, pezzo di pane, forma di pane, focaccia… Triburzi, ho capito, finalmente… bisogna arrestare…
 
“Tutti i tedeschi di Ghermania?” domandò Triburzi allarmato.
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"Gabriello, Gabriello, svegliati, svegliati" disse Calpurnia.
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"Allegria, allegria... Ti ho incastrato, Mike, allegria..." bofonchiò Gabriello.
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"Gabriello, svegliati, devi avere avuto un terribile incubo. Povero caro..." disse Calpurnia tergendogli la fronte madida di sudore. "Tutta colpa mia... Ieri sera ti ho spaventato troppo quando ho detto che volevo ucciderti con l'accetta se non mi sposavi.
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Ma io ti amo, sciocchino... Vienimi vicino, Gabriello... Sgurgle!"
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gif 1 di L0STANGEL; jpg 2 dal blog di DianaLove; jpg 5 dal blog di oyrad, immagine finale di SENZAQUALITA.
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categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
sabato, 05 maggio 2007

the day of the aragosta

 

 

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L'episodio più clamoroso di Gabriello diventa un film. Acquistati i diritti per la

realizzazione. La notizia, qui.

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Mentre Calpurnia Salgari attende serenamente il prossimo incontro con il suo eterno fidanzato Gabriello... [SENZAQUALITA]

 

IL SERIAL KILLER DELLE ARAGOSTE

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[IL TREDICESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

 

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto proprietari di ristoranti. L'ultimo era il titolare del locale chiamato L'aragosta verde.
 
"Aragosta verde?... Triburzi," disse Gabriello dopo l’ottavo omicidio, folgorato dall'ennesima intuizione etimologica "bisogna arrestare tutti gli egiziani di Cesenatico."
 
"Capo,” rispose Triburzi "prima che si proceda all'arresto degli egiziani, che non so proprio come faremo a trovarne a Cesenatico, mi spieghi almeno a che cosa si deve questa pensata: in modo che l'eventuale frustrazione investigativa sia in parte compensata da un arricchimento culturale."
 
"Ha presente l’Esodo 10: 4,5,6 della Bibbia, Triburzi?"
 
"No” rispose il viceispettore "io di esodo conosco soltanto quello vacanziero."
 
“Nell’Esodo 10, 4, 5, 6 della Bibbia di Diodati sta scritto:
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... lascia andare [dice il Signore al faraone tramite Mosè e Aronne] il mio popolo perché mi possa servire.

 Poiché se ti rifiuti di lasciare andare il mio popolo, ecco domani farò venire delle locuste nel tuo territorio.

 Esse copriranno la faccia della terra, così che nessuno potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno anche ciò che è rimasto, quello che vi è stato lasciato dalla grandine, e divoreranno ogni albero che cresce per voi nei campi.

 E riempiranno le tue case, le case di tutti i tuoi servi e le case di tutti gli Egiziani, qualcosa che né i tuoi padri né