Questa natura morta con bucato steso inaugura la corrente artistica del postmortismo reduplicante.
In un genere classico come la natura morta, la composizione include per la prima volta nella storia dell'arte un soggetto che finora era sempre stato caratteristico di un paesaggio o di uno scorcio urbano (il bucato steso ricorda la vita agreste, i bassi napoletani o, genericamente, i piani alti delle case); ma è nella qualifica stessa di natura morta che si compendia il duplice significato: natura morta come forma materico-pittorica di oggetti inanimati e natura morta come natura davvero morta! ma morta - si badi bene - nel momento stesso in cui si presenta alla fruizione dell'osservatore (giacché, all'atto della composizione, la natura era ancora viva).
Poiché se è vero che in una natura morta tutti gli oggetti sono potenzialmente morti (o perché inanimati, come piatti e bottiglie, o perché staccati dall'albero come i frutti) possono purtuttavia darsi nature morte con pianticelle in vaso e dunque assolutamente vive. Qui no: qui è tutto morto.
La corrente artistica del postmortismo reduplicante costituisce atto di denuncia verso tutte le forme coercitive della vita: il rappresentare milioni e milioni di creature vive, proprio mentre stanno morendo, e che - ricordo ancora - saranno morte quando il pubblico potrà prenderne visione, è un grido protomunchiano in favore della vita!
Nell'ipostasi iconografica di tanti organismi morti, la tragedia ha nondimeno il suo momento di catarsi: vita e morte si alternano nella rappresentazione rendendo animato il quadro laddove, iconologicamente suggerita come l'anamnesi di un'idea platonica, l'immagine si reduplica e ricorda che al di là del regno della morte, il quale si aliena e si sublima nella cornice dell'opera (cornice che si fa arida Weltanschauung all'interno della quale germoglierà la sinapsi di una nuova Gestalt), la vita sta prendendo, altrove, forma. Ed è una scoperta peculiare del postmortismo reduplicante alternare il qui e l'altrove, désespoir e speranza, ieri e domani, natura morta e natura viva.
Dice altrimenti, e con ben'altra sintesi, il poeta:
Non pianger sul latte versato
se il preservativo si è bucato