
Mica solo le stagioni:
anche il blocco dello scrittore
non è più quello di una volta.
Il foglio bianco di carta
oh...
Tu lo guardavi il foglio bianco
e lui guardava te, vi guardavate
Via Lattea nello spazio mentale.
Tu volevi incendiarlo
con il fuoco della tua arte
ma lui, il foglio bianco
faceva l'ignifugo.
Il foglio immacolato
con il suo bell'abito da sposa
reggergli lo strascico per ore giorni settimane:
Moby Dick che la penna-fiocina tentava
vanamente di arpionare.
E che sollievo, che sollievo se
durante il blocco arrivava una telefonata
e potevi allora violare il foglio
e disegnare le faccine mostruose
di quelle creature che abitano altri mondi
e che arrivano da noi tramite telefono:
(io ho dato vita a popolazioni innumerevoli
mentre telefonavo!)
Adesso il foglio bianco c'è ancora
(a meno che uno non cambi
le opzioni di Word)
tuttavia...
se appena sollevi o abbassi un po' gli occhi.
tu vedi…
File, Modifica, Visualizza, Inserisci,
Formato, Strumenti, Tabella, Finestra ?
(in alto)
la e del browser, la busta di outlook,
i due compiuterini della connessione
(in basso...)
sembra già di avere scritto qualcosa
(invece non hai scritto una minchia)
Poi, quando suona il telefono,
le faccine chiamano
vogliono manifestarsi...
vogliono vivere sulla Terra
almeno per qualche istante.
Chiamano chiavano e procreano.
Ma ci vuole sempre un foglio
per placare la loro ansia di vita.
Il vecchio foglio bianco di carta
su cui appaiono ogni giorno
miliardi di creature universali
mostriciattoli che il disegnatore
inconsapevolmente traghetta sulla
Terra.
.
.
Io lo so, lo so...
sono queste popolazioni aliene
che provocano il blocco dello scrittore
Adesso arrivano per telefono
Un tempo chissà come arrivavano.
Questi alieni si ribellano
alla globalizzazione scrittoria.
Sono i bloc-blog!
.