In amore, invece, gli scritti volano e le parole restano.
Nosce te ipsum.
Conoscere sé stesso. Dopo di che non è più possibile vivere insieme con sé stesso.

Flaianus mi hai rotto er cazzum! Tu stai lì a fare la dolce vita mentre io vengo sbatacchiato ogni volta che la Strofa vuol far credere che è colta e che conosce il latinorum.

C'è sempre una lingua che non si conosce. Shakespeare non conosceva il greco ma nemmeno Omero conosceva l'inglese.
Odi et amo... Ehi, Motti... Motti!

Sì?
Lascia stare quel marziano a Roma e vieni a fare all'amore, dài. Lo sai che da me troverai un sano erotismo.

Un sano erotismo? Ma è come dire una bella dentiera.

... diliges proximum tuum sicut te ipsum.
Che minchia significat?

... ama il prossimo tuo come te stesso.

Amare il prossimo è la forma più raffinata di disprezzo per il prossimo. Si ammette che non si può fare altro che amarlo: e che per tutto il resto è inutilizzabile.

Odi et amo...

In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza, essere capaci di andare a letto con la propria moglie.

Poi dicono che in Italia... Ma nel '900 mondiale... uno come Flaiano... me lo trovate? Secondo me, davvero, era un marziano a Roma.
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Di Ennio Flaiano si è occupato in tre post molto belli
Paolo Ferrucciòlmes (fotografia di erostratos), qui.