
Prima dell’avvento del computer, si trovavano manoscritti un po’ ovunque: bastava cercare e subito ne saltava fuori uno.
Lo trovò Cervantes, lo trovò Manzoni, lo trovò Potocki a Saragozza e, di recente, anche Umberto Eco. Scavavi da qualche parte e, oltre alle anfore romane e greche, affioravano alla superficie manoscritti inediti.
La cosa, adesso, si è fatta molto più complicata. Le persone non seppelliscono più i loro vasi come facevano i greci e i romani un tempo, ma non lo fanno nemmeno gli scrittori con i romanzi.
Qualche ritrovamente fortunoso, però, è ancora possibile.
Come quello che vide protagonista Francesco Cartuscella. Francesco aveva scritto il romanzo più importante del XXI secolo. Mancavano soltanto gli ultimi ritocchi e il lavoro sarebbe stato consegnato all’editore Adelchi che, dopo avere ricevuto le prime venti pagine, si era reso conto di essere di fronte a un immenso talento letterario.
Cartuscella stava lavorando all’ultimo capitolo quando si innamorò di Edda Gableri, una sua collega di lavoro dell’ufficio INPS. Fu un amore travolgente, irreferenabile.

Edda Gableri, abbandonata dalla madre quando aveva sei anni, aveva un enorme bisogno di essere rassicurata ed esigeva da Cartuscella continue prove d’amore.
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Gli chiese di centrare la tazza del water a occhi chiusi mentre faceva la pipì (impresa sovrumana per un uomo che, solitamente, non ci riesce nemmeno a occhi aperti); gli chiese di fare le orecchie in tutte le pagine della prima edizione russa dei Fratelli Karamazov.
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Francesco la accontentò finché lei, non paga, gli chiese il sacrificio supremo.
- Rinuncia al tuo romanzo per me, se davvero sono la cosa che ami di più al mondo.
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Francesco, troppo innamorato e infigato (quasi sempre i due termini sono sinonimi), bruciò le pagine nel camino davanti al quale facevano sovente all’amore; ma a Edda non bastava. Lo aveva visto tante volte lavorare e salvare le pagine del romanzo su una chiavetta USB che Cartuscella si portava appesa al collo.
- Devi distruggere anche questa - disse lei - o mi perderai!
Cartuscella si tolse la chiavetta dal collo e la ingoiò senza esitare. Due ore dopo fu ricoverato d’urgenza per forti dolori all’appendice e subito operato.
Se Cartuscella sia sopravvissuto, se il chirurgo abbia recuperato la chiavetta con il romanzo più importante del secolo XXI, e se la storia d’amore con Edda Gableri sia proseguita, lo saprete nella seconda puntata di questo mio romanzo d’appendicite.
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Edda Gableri è ricalcato su Hedda Gabler di Ibsen: sicuramente la donna più feroce di tutta la letteratura mondiale. Il sacrificio che chiede a... Strindberg è terribile...
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