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martedì, 20 febbraio 2007

l'uomo che centrava la tazza del water

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Prima dell’avvento del computer, si trovavano manoscritti un po’ ovunque: bastava cercare e subito ne saltava fuori uno.
 
Lo trovò Cervantes, lo trovò Manzoni, lo trovò Potocki a Saragozza e, di recente, anche Umberto Eco. Scavavi da qualche parte e, oltre alle anfore romane e greche, affioravano alla superficie manoscritti inediti.
 
La cosa, adesso, si è fatta molto più complicata. Le persone non seppelliscono più i loro vasi come facevano i greci e i romani un tempo, ma non lo fanno nemmeno gli scrittori con i romanzi.
 
Qualche ritrovamente fortunoso, però, è ancora possibile.
 
Come quello che vide protagonista Francesco Cartuscella. Francesco aveva scritto il romanzo più importante del XXI secolo. Mancavano soltanto gli ultimi ritocchi e il lavoro sarebbe stato consegnato all’editore Adelchi che, dopo avere ricevuto le prime venti pagine, si era reso conto di essere di fronte a un immenso talento letterario.
 
Cartuscella stava lavorando all’ultimo capitolo quando si innamorò di Edda Gableri, una sua collega di lavoro dell’ufficio INPS. Fu un amore travolgente, irreferenabile.
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Edda Gableri, abbandonata dalla madre quando aveva sei anni, aveva un enorme bisogno di essere rassicurata ed esigeva da Cartuscella continue prove d’amore.
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Gli chiese di centrare la tazza del water a occhi chiusi mentre faceva la pipì (impresa sovrumana per un uomo che, solitamente, non ci riesce nemmeno a occhi aperti); gli chiese di fare le orecchie in tutte le pagine della prima edizione russa dei Fratelli Karamazov.
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Francesco la accontentò finché lei, non paga, gli chiese il sacrificio supremo.
 
- Rinuncia al tuo romanzo per me, se davvero sono la cosa che ami di più al mondo.
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Francesco, troppo innamorato e infigato (quasi sempre i due termini sono sinonimi), bruciò le pagine nel camino davanti al quale facevano sovente all’amore; ma a Edda non bastava. Lo aveva visto tante volte lavorare e salvare le pagine del romanzo su una chiavetta USB che Cartuscella si portava appesa al collo.
 
- Devi distruggere anche questa - disse lei - o mi perderai!
 
Cartuscella si tolse la chiavetta dal collo e la ingoiò senza esitare. Due ore dopo fu ricoverato d’urgenza per forti dolori all’appendice e subito operato.
 
Se Cartuscella sia sopravvissuto, se il chirurgo abbia recuperato la chiavetta con il romanzo più importante del secolo XXI, e se la storia d’amore con Edda Gableri sia proseguita, lo saprete nella seconda puntata di questo mio romanzo d’appendicite.
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Dedico il post al blog totascientia di penserEnsuite da cui ho preso il nome del protagonista. Lo scherzo che penserEnsuite ha fatto in questo post  è stato diabolicamente geniale. Blog (per me) irrinunciabile.
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Edda Gableri è ricalcato su Hedda Gabler di Ibsen: sicuramente la donna più feroce di tutta la letteratura mondiale. Il sacrificio che chiede a... Strindberg è terribile...
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Le tre immagini sono prese, qui, dal mediablog di pipopipo21
postato da: MariaStrofa alle ore 19:35 | link |
categorie: pesci rossi, pipopipo21

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