I ATTO

Il mio nome è Manuale di istruzioni per il condizionatore. Sono orfano, non conosco il nome dei miei genitori. Fui generato da persone che lavoravano per la Mitsubishi... I libri veri dicono che sono un figlio di puttana perché non ho certi né il padre né la madre. Sono un mortale fra gli immortali, dicono... Tutti costoro hanno un'anima eterna.

[Coro] Triste il destino del Manuale mortale, come noi fatto di carta e inchiostro ma a cui gli dèi negarono la persistenza della memoria presso gli umani, dandogli soltanto un corpo in cui non soffia il vento dell'anima eterna. Trema pavido il pensiero, balza sgomento, trepido, incerto: qual sorte, fra poco, o nel volger degli anni, tu appresti per lui? Tu dimmelo, figlia dell'aurea Speranza, tu Fama perenne. Non saggisti si occuperanno di lui, né scuole lo adotteranno per studiarlo. Nessuno citerà florilegi dei suoi brani: Life is but a walking shadow... What's in a name? Double, double, toil and trouble; fire burn and cauldron bubble.

:-)
II ATTO

Vivo in un cassetto, coricato come un cadavere. Mai mi fu data l'opportunità di reggermi in piedi, sostenuto fra due libri o fra un libro solo e l'asse verticale del ripiano. Soltanto una volta mi adagiarono sulla libreria, ma ci sono rimasto pochi istanti...

Usarlo in funzione deumidificatore o very cool: questo è il problema... Se sia più nobile all'ambiente sopportare i disagi del freddo...

Shakespeare: star mica a prendere per il culo, sa? Tu che ti consideri immortale, sappi che il tuo corpo perirà come il mio: l'anima che alberghi si trasferirà in altri volumi, altre edizioni l'accoglieranno. Presto o tardi anche tu sarai sepolto, dimenticato. Sei carne e sangue di inchiostro come me.
III ATTO

Manuale: abbiamo in comune carta, inchiostro, molte parole, ma la disposizione delle mie sillabe vivrà in eterno. Perirò nel corpo, dici, ma il soffio vitale che è in me durerà per sempre. Tu, Manuale, sei condizionato dalla vita del condizionatore - e il condizionatore è un condizionatore d'onore, ma...
schiattato o invecchiato il marchingegno che tu esplichi - perché il marchingegno è un marchingegno d'onore, e tutti i marchingegni sono marchingegni d'onore - finirai nel bidone della spazzatura e di te non vi sarà più ricordo alcuno.
Che sarà delle tue istruzioni?

Che importa se quando sarò morto non resterà di me ricordo alcuno? Giova forse al corpo sia esso di carne o cartaceo, polvere e letto di vermi, sapere che la memoria di lui perdura fra gli umani? Servirà questo a riportarlo in vita? Troppo ha stima degli umani chi pensa sia cosa tanto notevole il perdurare nella loro memoria, essere in eterno il loro trastullo, il sollievo della loro noia. E quale sublime contraddizione essere dichiarato immortale dai mortali.
L'immortalità non è che una sbavatura di tempo nel Nulla dell'Eternità. Duri cinquant'anni o mille secoli, niente resterà quando il sole sarà spento e la poesia tornata al Nulla come le istruzioni del condizionatore. Carpe diem, non preoccupiamoci di immortalità - labile impronta mnestica - che mai avremo la ventura di conoscere; godiamo l'attimo, il presente, la vita.
Shakespeare: io e tuo figlio abbiamo dormito insieme stanotte e...
IV ATTO

E?...

Vorremmo sposarci. Siamo stati abbracciati, abbiamo fuso le rispettive estremità, e intendiamo regolarizzare la nostra posizione.

O Mitsubishi! Mitsubishi! Perché sei tu Mitsubishi? Rinnega dunque la tua provenienza e rifiuta quel nome, o se non vuoi, légati al mio amore e più non sarò uno Shakespeare.
IV ATTO (II)

[Coro] Vorrà il Fato permettere l'unione pederasta del Manuale e del Manualetto, di un mortale figlio di nessuno e di un semidio figlio del Dio Shakespeare? Mortali entrambi i due innamorati, ma quanto differenti per nobiltà e natali... Ma ecco che il Fato ha già deciso. Un'empia mano divide gli innamorati. Questo matrimonio non s'ha da fare.



[Coro] Torna il Manuale nel cassetto, suo tristo avello, e piangono gli innamorati lacrime secche, si perdono in ultrasuoni inudibili i loro lai. Oh, quanto triste la condizione degli innamorati; per loro non può esservi felicità alcuna. Troppo diversi i natali perché il loro sogno si realizzi al di fuori di una descrizione possibile soltanto nella finzione infantile di una favola.
V ATTO


[Coro] Torna il Manualetto nella casa avita, al fianco del Padre: l'Amore anche fra i libri è soggetto a regole terribili: e se poté per una notte la Principessa conoscere biblicamente un bidello, giammai ella lo prescelse per stargli al fianco di una vita. Similis simili gaudet.
L'Amore, o la parvenza a cui diamo nome d'Amore, è possibile - anche solo come illusione - soltanto fra persone di pari condizione sociale. L'umano volere ha libertà determinate, e il sovvertimento dei sensi cede alle necessità delle convenzioni. Non la bellezza, non il sentimento, ma la posizione sociale decide ogni cosa e i libri non sono in questo più liberi degli umani. Certo non vi fu mai una storia più infelice di quella di Mistubishi e del suo Gabriele.
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