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sabato, 30 dicembre 2006

buon androide

Un post piccolo piccolo, che non occulti quello mirabile di erostratos, per dirvi che è uscito il nuovo film, qui, di fine anno, Buon Androide. Ci risentiamo molto presto (e mi scuso se oggi non risponderò a tutti i commenti)
postato da: MariaStrofa alle ore 14:48 | link |
categorie: cineblog

erostratos 5

Che storia hanno le mogli dei grandi scrittori? Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna? E dietro una grande donna c'è sempre un grande uomo? (non nel senso di quando lo fa alla pecorina, s'intende...)
.
Si vorrebbe dare inizio con questo post di erostratos alla rubrica Mogli dei grandi scrittori o anche Mariti delle grandi scrittrici (o fidanzati o morosi - la parola compagno mi fa venire l'orticaria): anime morte alla gloria ma resuscitate nei limb(r)i delle biografie: larve ipostatiche che assurgono allo status di farfalle virtuali soltanto se accompagnano, obtortobbediènti, il volo di Madame Butterfly (Madame Butterfly c'est moi! dice lo scrittore)...
.
Anime che si sono sacrificate, che hanno oppresso la loro metà con l'ab-negazione, con il ricatto psicologico di un'esistenza vissuta all'ombra del Grande: ricatto sottaciuto o urlato ma sempre ricatto. No, non è facile essere l'altra metà del cielo di un genio. Terribili possono essere le conseguenze...
.
La moglie di Tolstòj
         di erostratos

Sof

  
Tutte le mogli felici si assomigliano fra loro, ogni moglie infelice finisce per assomigliare al marito.
 
Per alcuni anni ancora, dopo la sua morte, i bifolchi di Jàsnaja Poljana videro il conte Lev NikolàeviÄ Tolstòj, il grande scrittore – sguardo vacuo e una soffice matassina di capelli posata in cima al cranio –, attraversare il cortile trottando nella guazza con le sottane tirate.
 
Non era lui.
 
Quella sinistra palingenesi rispondeva sibbene al nome di Sof’ja Andrèevna Tolstàja, nata Bers, secondogenita del medico di corte Bers: sua moglieSof 
Lui la conobbe che era un bijou.                                                                                    
Leggiadra.
Venusta.
Che figa!, si disse il conte (se lo disse in russo, con un’unica emissione di suono, una specie di muggito alcolico che s’impastava nel finale). Me la sposo! (altro muggito)
 
La piccola aveva tuttavia, come si suol dire, un temperamento tragico.
Col tempo peggiorò. Isterica, lagnosa (oh, quanto!) non che incline al battibecco, affetta da una gelosia tenace e disperante, grufolava fra le carte del marito, lo guatava nel sonno, lo concupiva.
.
Giunse financo a sospettare che pendesse dall’altra parte, e che, ogni qual volta il di lui discepolo ÄŒertkòv passava a trovarlo a Jàsnaja Poljana, i due si appartassero per ingropparsi. Avrebbe voluto possederlo solo lei, interamente e senza remissione, tutto per sé, sgnapparselo tutto, scofanarselo dalla testa ai piedi, ciucciargli l’anima insieme con l’uccello. Talora vagheggiava di accopparlo per poi rifarlo esattamente uguale(parole sue).
 
Gli scodellò tredici marmocchi.
 
Lo interiorizzò morbosamente.
 
Poi, non paga, cominciò pure a esteriorizzarloSof
 
Il volto le si rincagnò tutto. Mise fuori una lana intricata, fioccosa, e un nappone con cui si avanzava sopra la spalla del marito intento alla scrittura e ne annusava ingordamente i pensieri.
 
Lui – e si capisce – prese a fuggirla. Ricusò perfino di dormire con lei nello stesso letto.
Solo a toccarla, gli pareva di indulgere a una sorta di onanismo indecoroso e puerile.
Che cazzo, sua moglie era un marito! E poi quel cipiglio, quella barbaccia da pope, quelle fattezze senza grazia... Sì, insomma... gli ripugnavano (non osava approfondire).
 
Per un attimo, colto dalla disperazione, fu addirittura tentato di venirle incontro: di effeminarsi lui. Ma come? Poteva mica fiondarsi a Casablanca... I serpenti! Sì, sì, i serpenti, come coso, lì... l’indovino. Ma che mese era? Quando cazzo si accoppiano i serpenti?? Ma porc... Serate innumere a lessarsi le ciuffole con Hegel, invece di studiare zoologia!   
 
Ma poi no, non avrebbe funzionato comunque: di sicuro l’avrebbe tradita.
Cornificata.
Senza scampo.
Ma certo! Già si vedeva darla a qualche musicista, di quelli con le mani diafane, sottili... Mica ‘sti badili terrosi da mugìco. Quel Taneev, per esempio. O a un ufficiale... Un elegantone coi bottoni dorati e la passamaneria. Sì, meglio un ufficiale.
 
Oppure, più correttamente, si sarebbe gettato sotto un treno.
 
No: era la fine. La diuturna, l’estenuante, la mortificante intimità con se stesso che sua moglie gli infliggeva lo persuase che non si sopportava. La vena gli si inaridì. Tutti quei libri, quel fottio di personaggi sollevati come un muro fra sé e la propria faccia... Tutto inutile.
 
Non fa meraviglia che, la notte del 28 ottobre 1910, il conte Tolstòj uscisse definitivamente di cotenna e, braghe alla mano, si slanciasse in un galoppo belluino lungo le campagne, e poi in carrozza, su! più su! per le nevose salpingi della Santa Madre Russia fino all’ultima stazione di Astàpovo - il suo utero atro -, dove tirò le cuoia (sì, fu un finale circolare).
 
L’infelice Sof’ja Andrèevna sopravvisse al marito ancora nove anni.
Quando morì, era tutta la buonanima.
.
Sof
.
Questo post è gemellato con letturalenta Luca Tassinari, qui, (trafiletto a destra)
.
 
.
Il nuovo film del Cineblog Indovina chi viene (non a cena ma Indovina chi viene... e basta), qui, è dedicato alle donne ma può essere visto, con interesse o disinteresse, diletto o sdiletto, anche da chi donna non è. Per la dedica, si può leggere qui.

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in effetti, Sof’ja Bers fu la vera ispiratrice dell’Anna Karenina, controverso personaggio cui l’Autore assegnerà, tra perle e trine, il marchio del "diverso" e che ebbe poi ad ispirargli la celeberrima frase, dedicata alla consorte: "anna karenina c’est moi et, tout fois, toi aussi!"
(qui, una rivelatoria ma ormai introvabile rappresentazione di Anna mentre, davanti allo specchio, s'immerge nel duplice transfert Sof’ja/Lev)



[SENZAQUALITA
]
postato da: MariaStrofa alle ore 00:01 | link |
categorie: erostratos
venerdì, 29 dicembre 2006

la non festa della donna

WC-VenereC'è il giorno del NON compleanno, dice Alice, che è tutti i giorni meno uno. E poi c'è la non festa della donna: tutti i giorni meno uno anche quella (questo lo dico io mica Alice)

Così per la NON festa della donna, che ricorre anche oggi (e non c'è da regalare mimose), ho deciso di fare un omaggio a tutte le donne portatrici (più o meno sane) di blog con la proiezione del nuovo film Indovina chi viene (non a cena...) Indovina chi viene... e basta.

Il film, qui, è dedicato sì ma può essere visto, con interesse o disinteresse, diletto o sdiletto, anche da chi donna non è.

 

Maria Strofa al bagno.

[geipég di oyrad]

postato da: MariaStrofa alle ore 20:27 | link |
categorie:

il viaggio

maistre5maistre5maistre5maistre5maistre5
.
Il trenta dicembre parto in vacanza per una settimana.
 
Mi trasferisco dalla camera da letto al salotto.
Un viaggio dal freddo del Nord verso il caldo Sud
(il salotto è a Sud)
 
Ho bisogno di cambiare clima
fare un po' di moto, io che sto sempre seduta o distesa
(il salotto è più distante dal bagno
e per andarci dovrò fare lunghe passeggiate)
.
boudoir
.
Addio schiavitù dei fornelli:
in ferie non toccherò una stoviglia che è una.
 
Che vacanza è quando si va in giro a rifare la casalinga?
.
Ordinerò una pizza e mangerò in casa
(con le mani, dentro il cartone)
vicino al tavolo che dà sul terrazzo
da dove si vede il più bel panorama
del condominio di fronte.
.
maistre3
 
Tutte le sere alle otto,
la chiesa qui vicino
tira scampanate meravigliose,
mi sembrerà di essere in un ristorante romantico
mentre un campanaro elettronico fa la serenata al mio tavolo
imbandito di pizza express.
 
Anche la televisione, per esempio, la guarderò, sì
ma riflessa dallo specchio del salotto.
E sarà come vederne una nuova.
.
.maistre5maistre5maistre5maistre5
.
Il trentuno dicembre vado in ferie per una settimana.
E prima di partire tiro giù per bene tutte le tapparelle.
Che non rimanga neanche una feritoia.
I vicini devono saperlo che sono partita per il mio viaggio
dalla camera al salotto.
.
[Libro ispiratore: Viaggio intorno alla mia camera di Xavier De Maistre - Oscar Mondadori, 6 euri e 40]
------------------------------------------------------------------------------------------------
In programmazione nella sala 2, qui, il nuovo film di Stanley Kubrick & co. I testimoni di Geova suonano sempre quattro volte.

[Fine post: seguono contributi]
♦♦

Sì, viaggiare
evitando però di inciampare
nelle pieghe del tappeto del salotto
appestato dall’incenso al bergamotto.

Circumnavigare il tavolo di cucina,
sotto la luce al neon un po’ freddina,
passare nello stretto della lavatrice,
con un passo leggiadro, da danzatrice.

Valicare le montagne dei panni sporchi,
che spuntano dal cestone soverchi,
chè tanto ci si penserà al ritorno,
a rifar le faccende
e la casa splendidesplendente.

Mi dirigo verso la mia meta,
la mia località segreta.

Chiudo la porta a chiave,
e mi siedo sul pavimento
in una mezz’ora di raccoglimento,
lontano dal water,
più accosto al lavandino,
è proprio questo il mio nascondino:
il bagno di casa,

signori miei, olè,
come Virginia stessa suggeriva,
ecco la stanza tutta per sé.

[biancanera]
.
.

son fortune. io mi sono decisa troppo tardi e oggi ho scoperto che il salotto è tutto prenotato fino alla befana. [casalingaprecaria]
.
Io viaggio spesso nei w.e.
A volte vado anche alla pizzeria qui sotto. Mi porto sempre una cartolina che appoggio al bicchiere vuoto e giro così il mondo intero.
Gran bel viaggiare:) [sgnapisvirgola]
.

Se ritieni, potrei affittarti la mia casa: che oltre a cambiare stanza, potresti cambiare piano, visto che abito in una sorta di ascensore, con 3 camere su 3 piani diversi. Pensa... persino aria, riesci a cambiare, trovando quella rarefatta nella camera da letto, al secondo piano, passando alla media altezza, per poi tornare con i piedi per terra, entrando in cucina e all'adiacente salotto.
Che dici? Proposta interessante?
Beh... per le prossime vacanze, ovvio. Quest'anno, è già al completo!
[aria59]
.
non conta la mèta, ciò che conta è andare, spostarsi... (oddio, se devi andare al bagno ciò che conta, in effetti, E' la mèta [gaja]
.
Anch'io farò forse un simile viaggio, cara Ma.stro. Chissà, forse potremmo incontrarci in qualche specchio... [arden]
.
Tu almeno vai dalla camera da letto al salotto, c'è chi starà fermo immobile nello stesso punto, senza fare niente. [MyAria]
.
eheh io a volte per pigrizia non emigro neanche verso il caldo e resto al freddo delle mie stanze... [dreca]
.
vivere in un monolocale, dunque, è come viaggiare in cerchio, sempre. è un problema metafisico, un monolocale. [manginobrioches]

.

Beata tu che puoi cambiare aria e vedrai altri paesaggi. Io vivo in un mini e la camera da letto è uguale identica al soggiorno, a proposito di strofe e stanze. [totocorde]
.
...a viaggi così affaticanti preferisco sempre lo stare seduti su se stessi. [Esterazy]
.
Nel tuo viaggio, dico, ti sei fatta una mappa? Vorrei mai che ti perdessi...tra un salotto e una cucina potresti incappare in un ripostiglio e allora chissà cosa saresti capace di scrivere! [trudilollosa]
.
c'è chi viaggia soltanto dentro la camera da letto. per loro è un viaggione. immagina. [L3oLa]
.
I viaggi low cost sono in voga, il tuo supera proprio tutti. Dovresti aprire un'agenzia, in questo periodo di magra faresti affaroni. [ mata63]
.
Maria, è un bellissimo programma di viaggio, il tuo. Forse, se avessi potuto farlo io, avrei invertito la località di partenza con quella di arrivo, ma son gusti. Del resto la tua meta è da sempre un'oasi di pace decentrata rispetto ai grandi flussi turistici. Mi ricordo che a casa di mia nonna le frontiere di Salotto erano chiuse a chiave quasi tutto l’anno, per aprirsi solo un paio di volte, a Natale e in occasione della visita di zia Rosina.
Già ti vedo, seduto al tavolo con te, a lume di raggio catodico, a ordinare per telefono una Bianca con provola, poco olio, mentre tra le fessure delle persiane si intuisce lo skyline del civico 71 scala B.
Ma veniamo al sodo. Laggiù, a Salotto, disporrai di una connessione ad internet? I dati del Ministero delle Comunicazioni sul digital divide nelle case degli italiani sono talmente allarmanti... Sembrerà assurdo, ma pare che ci siano ancora intere stanze, specialmente quelle più remote, non ancora raggiunte dall’infrastruttura di rete!
Non dimenticare di fare questo check-up tecnologico prima di metterti in viaggio. [ HangingRock]
.
il viaggio è un luogo dello spirito.  [mariasegreta]
.
Però. Che coraggio.
Io nei weekend mi limito a scivolare dal cesso al bidè.
Al limite la doccia.
E' che i posti esotici mi mettono ansia.
Mi raccomando, fa tutti i vaccini. [davizz]

se in futuro pensa di diventare nostra cliente, la nostra agenzia di viaggio le propone una complementary week ogni due settimane, da trascorrersi in cantina o garage [monodose]

Un viaggio...interessante.
I mei vicini chiudono veramente le tapparelle a ferragosto per la simulazione delle ferie. [cronomoto]

.
postato da: MariaStrofa alle ore 01:00 | link |
categorie: librellule
giovedì, 28 dicembre 2006

I Pooh e Cervantes

cervantes

Il testo di Uomini soli, qui, ha avuto una genesi molto tormentata.

I Pooh, volendo entrare nel giro della canzone d’autore, chiesero al grande poeta Piero Menardi (e chi non lo conosce?) di scrivere un testo per loro.

Piero Menardi, dopo molte insistenze si decise a comporre un brano che chiamò Don Chisciotti.

Dovendo presentarlo a Sanremo, i Pooh ebbero timore che non sarebbe stato compreso dal grande pubblico e apportarono numerose modifiche al testo di Piero Menardi.

Nonostante lo stravolgimento dei Pooh, si notano però ancora molte analogie tra i due brani (PM: perduti nella correlazione della selva/Pooh: perduti nel Corriere della Sera; PM: Diacronicità/Pooh: Dio delle città). Ecco il testo originale:

 

Don Chisciotti di Piero Menardi

.

Uomini brevi e intonsi, senza rima

con endecasillabi spettinati

e magre gamme

perduti nella correlazione della selva

 

toraci epidittici e satirici

palinsesti flosci

con sparuti campi lessicali.

 

Diacronicità... e dell’intensità

se è vero che ci sei e hai versato più di noi
vediamo se si può imparare questa rima
e magari un po' cambiarla
prima che ci cambi lei.

.

Uomini senza sillabe assonanti

con incipit stichici e timidi

che non hanno in terra alcun locativo

e che pagano la frase

la mise en abŶme!

per concludere i loro versi geminati

in orgasmi ermetici

 

merisma liquido che strofa e sgocciola

come pioggiacida nel prefisso

a pregare che il loro spirito

si preservi almeno qualche istante

prima che finisca nella spezzatura

immemore

 

ma diacronicità... e dell’intensità
magari tu ci sei e proclisi non ne hai
ma quaggiù non siamo in chiosa
e se un uomo perde il feedback
è soltanto un uomo scempio.

 

don_chisciotte

 

Ogni nazione, è questa la morale della favola, riscrive come può: in Francia, come racconta Borges, Pierre Menard riscrisse il Don Chisciotte; in Italia i Pooh hanno riscritto Don Chisciotti di Piero Menardi.

°°°

[In visione nella sala 2 del cineblog, qui, un nuovo film: Il racconto del riconto di Ridely Scott]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:44 | link |
categorie: cervantite
mercoledì, 27 dicembre 2006

il racconto del riconto

pag 123 E lo stesso si può raccogliere da molti altri filosofi, non solamente platonici, ma peripatetici; e particolarmente Alessandro Afrodiseo non vuole che l'immaginazione sia ne l'uomo imperatrice del consiglio, ma che sia riposto in lui il consultare. [Torquato Tasso - Lettere dal manicomio; le Nubi edizioni]
[Scelto da
didolasplendida, al cui sito rimando per spiegazioni, scelgo Paolo Ferrucci, biancamara e gaja.]

.

postato da: MariaStrofa alle ore 21:32 | link |
categorie:

distinguersi dagli altri

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[Sempé]

♦♦

[Nella sala 2 del cineblog, qui, è in programmazione Il burro e il purgante, remèic di un film di Francis Ford Coppola; ancora visibili Platy Woman in sala 1, qui, e Il professore guardone qui]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:10 | link |
categorie:
martedì, 26 dicembre 2006

compromesso

I sentimenti hanno parole logore

e io fatico a trovare segni condivisi

più eloquenti di un pudore muto.

 

I sentimenti non hanno parole nuove

ma tiamocomenessunohamaiamato

mi sembra un po’ diverso

scritto così tuttattaccato.

madeinranca22

geipèg made by madeinfranca

Informiamo che è ancora disponibile la visione dei film per adulti:

Il professore guardone, sala 2, e Platy Woman sala 1.

postato da: MariaStrofa alle ore 11:58 | link |
categorie: biscotti
lunedì, 25 dicembre 2006

natività

nativita2

 

 

 

 

 

 

 

 

mortalità

postato da: MariaStrofa alle ore 18:20 | link |
categorie:

Il post dell frgl

mariastrofaAugurando a quelli che vogliono sentirselo augurare un Buon Natale, e disaugurando gli altri, celebro anch'io il Santo Giorno non scrivendo un nuovo post.

Vi segnalo soltanto questo film di Ingmar Bergman di cui ho fatto qui un remèic e che può essere infilato tra un panettone e l'altro come un candito.

[Ritratto di Maria Strofa della pittrice Gabryella]

postato da: MariaStrofa alle ore 01:26 | link |
categorie: cineblog
sabato, 23 dicembre 2006

Platy Woman

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[locandina di decablog]

Platy è una ragazza appassionata di filosofia e in particolare di Platone.Tutti, perciò, la chiamano Platy Woman. Ecco un dialogo platonico di Platy in due tempi. Cliccando su alcuni termini è possibile averne una definizione più estesa.

PRIMO TEMPO

1 ho_un_idea

Ho un'idea...

2 figurati se Platy non ha un idea

Figurati se Platy non aveva un'idea...

3 voglio vedere se c

Voglio vedere se c'è il noumeno, qui...

4 che noumeno, adesso gli fa vedere il mito della caverna

Adesso Platy gli spiega il mito della caverna, altro che noumeno!

5 che cazzo sara mai comunque lasciamola cercare

Non ho idea di cosa sia questo noumeno, ma se cerca lì va bene.

FINE DEL PRIMO TEMPO

foto_sigaretta2toiletteDISTRIBUTORE

.

SECONDO TEMPO

6 te lo do io il noumeno adesso, Platy

Platy, adesso basta con questa storia del noumeno!

7 sì, chissenefrega del noumeno sei un fenomeno

Ah sì, Aristotele, chissenefrega del noumeno: sei un fenomeno!

ho idea che questo mi sposi, devo averlo infigato bene

Ho idea che Aristotele mi sposi, devo averlo infigato ben bene...

titoli di coda

the end

Platy Woman, il film di Natale visibile nei migliori blog!

postato da: MariaStrofa alle ore 21:49 | link |
categorie: cineblog

la carne è stanca

BigBang

.

« Ho l'età del Big Bang » mi disse il vecchio.

« Sono tutte idiozie quelle che raccontano gli scienziati.

Il Big Bang è stato quando Dio si è sparato.

Io ero lì e L'ho visto.

Tu sei la seconda persona dopo Nietzsche

a cui ho detto che Dio è morto. »

 

Friedrich Nietzsche (by Edvard Munch).

.

 C’è stata una lotta tra angeli e cherubini

per prendere il comando.

La mia fazione (io ero un sottangelo) ha perso.

Non riuscivano a eliminarmi.

Mi hanno impiccato, trafitto con spade di fuoco

Satana mi è entrato dal culo e uscito dalla bocca: niente.

.

BigBang2

.

 Ero immortale. Dio è riuscito suicidarsi perché può tutto

ma un sottangelo non può morire.

 

« Togliti dalle palle » mi hanno detto i cherubini.

« Qui comandiamo noi. E se vai per il mondo

ricordati di farci sapere quando vorrai fermarti con l'età.

Scegli l’età che vuoi e noi te la blocchiamo per sempre. »

 

Arrivai sulla Terra in forma di quindicenne.

Decisi che avrei continuato fino a trentadue

e poi, nel pieno vigore fisico mi sarei fermato per sempre.

 

A trentadue anni mi innamorai.

Lei era sposata e io mi fissai di aspettarla.

Avevo letto L’amore ai tempi del Colera di Marquez.

L’amore vince sempre, mi son detto.

 

Ma vaffanculo te, l’amore, e Marquez!

.

anonimo 

.

Il marito di lei non era immortale, no

ma ha resistito fino a settantanove.

 

Sono morti insieme, lui e lei, cadendo abbracciati dalle scale di casa.

 

Quando l'ho saputo avrei voluto suicidarmi dal nervoso

ma essendo immortale non potevo.

 

Non volli fermarmi a trentadue

e vederla invecchiare da sola

così sono andato avanti di età con lei.

 

Adesso ho ottantadue anni.

Mi sono fermato, sì

ma non mi tira più l’uccello.

Ho i reumatismi dappertutto.

Ho letto tutti i libri come Mallarmé e la carne è stanca.

Mi annoio da morire.

Io sono immortale » disse il vecchio.

.

BigBang.

.

[Le foto sono di leo]

 

postato da: MariaStrofa alle ore 00:02 | link |
categorie: pesci rossi
venerdì, 22 dicembre 2006

la cortigiana snob

Cortigiana


.

[La mia antenata Maria Strofa]


.

Le prostitute non baciano in bocca: così dicono, così si sente dire.

Elleno prostitute sogliono attribuire tale usanza all’intimità maggiore che avrebbe il bacio rispetto al coito.

 

Non la pensava così, tuttavia, una mia antenata di cui pubblico un documento eccezionale; ella si chiamava Maria Stanza, figlia del Duca Mario Ritornello, andata in isposa prima al Conte Lucangelo Verso e poi al Marchese Bonifacio Strofa di cui ha mantenuto il cognome, disceso per li rami e giunto fino a me.

.

Benché le croniche dell’epoca non ne facciano minzione, Maria Strofa fu la cortigiana preferita di Machiavelli che la conobbe tramite quel noto ruffiano di Salviati.

 

machiavelliLa poesia di Maria Strofa fu ritrovata nel 1986 insieme con la famosa lettera del Machiavelli ad Alamanno Salviati.

 

Per non isporcare la riputazione del Machiavelli, gran puttaniere, tale lettera fu distrutta. Una copia trascritta su foglio A4 fu recapitata per gentilezza alla mia famiglia in forma anonima da tale Henry Newbolt.

 

La lettera si concludeva con questa frase: Dovemmo distruggere l’originale per salvare la reputazione di Niccolò. Come dicono che dicesse Machiavelli: il fine giustifica i mezzi.

 

In questa poesia, smentendo le teorie odierne che vorrebbero nel bacio un fatto di maggiore intimità sentimentale rispetto alla penetrazione (anche ove si adisca vaso indebito) Maria Strofa spiega perché Ella ricusasse di baciare i suoi clienti. Sono motivi culturali e niente affatto romantico amorosi.

.

Femminista avanti lettera, donna colta e snob, benché gran puttanone, la Strofa (Alamanno Salviati la chiamava Maria Scrofa) temeva che la troppa contiguità con il cliente potesse contagiare, per simpatia, la purezza delle sue virtù cerebrali diminuendone la forza e la sostanza. Ella non baciava, adunque, molto più per riguardo all'intelletto che al sentimento.

 

La poesia si intitola:

 

Conciossiacosaché abbiti lo mio corpore ma non la mia lengua.

 

 

Per ispiegar grande cattiveria

delli pigmei (uomini piccini)

diceva Rabelais, con aria seria:

 

che hanno merda e cuor troppo vicini

 

Benché puttana, io, mai non bacio in bocca

(se pur permitto ch’ovunque mi s’incocca...)

e dico ad alto e basso, a questo e a quello:

 

la bocca ho assai vicina allo cervello!

.

♦♦

.

mariastrofa

.

La tua ava (qui, una versione censurata del ritratto) si depilava l’area sopra il labbro e poiché il contatto risultava, di fatto, molto scabro, non baciava. E credo che la meschina ricorresse al debaffamento per non far sgamare ch'era una falsa bionda ("il mezzo giustifica i fini") [senzaqualita]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:04 | link |
categorie: biscotti
giovedì, 21 dicembre 2006

la chiamavano mimì

mia_1

Con ogni evidenza, chi teme che qualcuno gli porti sfiga non sa che la sfiga lo ha già visitato da un pezzo. [erostratos]

Questa frase me l'ha inviata erostratos in email parlandomi di Mario Praz (anglista Sommo) di cui tante persone, ancora, temendo che porti sfiga, non pronunciano il nome e lo chiamano soltanto il Professore. Io l'ho associata anche alla sublime MIA MARTINI... a cui la dedico.

postato da: MariaStrofa alle ore 15:00 | link |
categorie: erostratos

to be or not to be shakespeare

OperaCattelan

.

Avevo fatto leggere qualcosa

a un tale che poi mi aveva presentato un tale:

 

era uno di quelli che ti fa pubblicare

anche la lista della spesa.

 

Gli ho dato le poesie

che mi sembravano più buone.

 

shake3Non sei mica Shakespeare

mi ha detto dopo averne lette due.

Aveva l'aria grave di un dottore

che sta guardando le lastre.

Intanto continuava a leggere.

 

Non sei mica Shakespeare ha detto facendo

segno che aveva finito.

 

Ho sorriso triste come per esprimere

che mi dispiaceva dare tanta delusione.

 

shakNon sei mica Shakespeare ha

ribadito il critico con uno sguardo

che diventava sempre più critico.

 

A un certo punto, mi ha fatto capire che

voleva leggermi anche nelle mutande.

 

Non sono mica Shakespeare gli ho detto

tenendo le mutande indosso.

.

william-shakespeare

 

Se ne è andato ingrugnito sbattendo

le poesie sul tavolo.

 

Che cosa cercava nelle mie mutande?

Il sonetto 155?

 

shake4Non sono mica Shakespeare.

.

.

[L'opera di Catellan, in alto, mi è stata inviata da oyrad]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:00 | link |
categorie: pesci rossi
mercoledì, 20 dicembre 2006

Fenomenologia della merda in Mozart

mozartmozartmozartmozartmozartmozartmozartmozartmozart

Ma très chère Cousine!

 

Ti cago sul naso e tutto attorno al mento. Adesso auguro una notte buona, smerdi il letto finché risuona; dorme contento chi tira il culo su fino al mento.

Nel frattempo mi stia bene, ah mi arde il culo come fuoco. Che vorrà mai dire? Che la merda vuole uscire? Sì, sì, merda io ti conosco, io ti vedo, io ti gusto. Smetto di scrivere. Se guardo fuori dalla finestra, l’odore scompare: finalmente la mamma mi dice: scommettiamo che ne hai mollato uno? No, non credo mamma. Faccio la prova, mi infilo il primo dito nel culo, poi annuso e – esce: provatum est!

Perdoni la mia brutta scrittura, ormai la penna è vecchia, da quasi 22 anni cago dallo steso buco, e non si è ancora consumato! – nonostante le vol